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sopra
- tipica abitazione Baka (Pigmei della foresta)
-Â nel giardino della missione
Nichelino, 28 luglio 2009…ore 02.45 Siamo in 4 con le valige di un campo intero… alla faccia di portare con se solo sandali e bastone… però l’autista è bravo e riesce a sistemare tutto… e via verso l’aeroporto… arriviamo alle 05.00 e iniziamo la nostra fila per l’imbarco... tanti curiosi personaggi colorati (non abbronzati....) che cercano di caricare bagagli più grandi di quelli permessi ma la hostess intransigente li ferma.....Abbiamo un problema...anche Andrea ha esagerato col carico.....alla fine pero grazie alla Jola..la iu ...col suo abito magico si passa senza problemi...ovunque!!!! A Bruxelles ci fiondiamo...non all’aereo ma a scofanarci ogni ben di Dio all’ultimo bar europeo disponibile...certi che avremmo fatto la fame di li a poco....poi.....Sull’aereo altra scorpacciata....volare sulle Alpi è bello ma sopra il deserto è un esperienza indescrivibile.....come la danza che abbiamo fatto all’ingresso nei cieli camerunensi dove abbiamo ballato...eccome se abbiamo ballato con l’aereo...Atterraggio...ricerca dei bagagli...tuttto ok tutto ok.....noooo a Salika manca la valigia più importante...quella con le magliette...piene di Salikate...e le medicine..Fatta denuncia partiamo con il missionario padre Francesco che è solo da due ore che ci aspetta...e iniziamo il nostro viaggio....Guardiamo fuori dai finestrini.....davanti a noi scorre un inverosimile film in tre dimensioni...e non sono gli effetti del Lariam....E un immenso mercato coloratissimo a cielo aperto....Uomini e donne che vendono di tutto...vestiti di mille colori..e ogni genere di necessita messa in bella mostra...sulla testa!!! Il traffico e notevole ma non ci sono problemi....il rispetto del codice (forse quello di amurabi) e pura utopia..ognuno se la cava come può per arrivare alla meta...Il mezzo più diffuso e il taxi....o meglio delle macchine scassatissime gialle con almeno sei persone dentro....e bagagli sporgenti oltre ogni limite immaginabile....Finalmente arriviamo alla prima missione....di corsa per togliere i bagagli e darci una rinfrescata (ognuno di noi non dorme da almeno 36 ore!!) e poi inizio della visita di Yaoundee...arriviamo in un bellissimo punto panoramico da cui si scorge l’immensità della città e ....una bottiglia che risponde alle domande messa su un altare devozionale sotto la statua della Vergine....miracolo! o Lariam che colpisce ancora!!! Finalmente se magna....e da quando siamo partiti che ci strafoghiamo pensando all’ultimo pasto...Allora padre Francesco ci porta in un tipico ristorante.....cinese!!! Gestito da africani.....Menu ricchissimo...sulla carta...perche ogni cosa che chiedavamo era finita....Birra riso alla cantonese e pollo al bambu (tipici del Camerun) pipistrelli coi sonagli sugli alberi e quindi rientro alla missione degli spiritini (ma ci sono i fantasmi...interrogativo...manca il punto interrogativo...in questa tastiera pacco ...Jola dice francese...mah...probabilmente polacca!!!!)... Sogni d’oro l’avventura e iniziata e noi siamo già cotti...ma con il cuore pieno di gioia...e la panza pure. Â
 Atok, 30 luglio 2009 ... Per tutti la sveglia e alle sette e mezza....ops, per la sorella Jola alle sei in punto visto che la messa inizia alle sei e mezza.....colazione (a base di prosciutto polacco che Jola non ha voluto mangiare....ormai e italiana!) e poi lodi........Alle nove incontro con il gruppo dei giovani provenienti da diversi villaggi... il progetto e durato tre settimane e in questo tempo i ragazzi hanno appreso alcuni nozioni di igiene, di educazione e di catechismo.... noi siamo stati con loro gli ultimi due giorni....durante la prima mattinata ci siamo inizialmente presentati e abbiamo raccontato il nostro percorso di vita (scolastico e di volontariato).....Andrea cercava di spiegare tutto nel suo inglese perfetto.....IMMAGINATE!!! dopo canti di benvenuto e dopo essere stati piacevolmente sottoposti a mille domande da parte dei ragazzi.....e arrivato il momento di tirarsi su le MANICHE....sembra facile....non lo e stato!!!! Tutti a tagliare l erba con il macete....risultato: andrea tendinite acuta....roberta e salika stiramento all avambraccio....solo suor Jola ha tenuto duro....E LA FORZA DELLA FEDE!!!!Notizia bomba: e arrivato il bagaglio di salika....cosi lei e Jola con il missionario, sin sono preparati per il lungo viaggio verso la Yaounde... roberta e andrea, abbandonati nella missione, sono partiti per conquistare la foresta.... con tanto di svolazzamenti sulle liane.... roberta e una vera scimmia!!! Cosi finisce il secondo giorno... Â
Venerdi 31 luglio.....Come al solito ci svegliamo con la solita abbondante colazione (anche se manca il prosciutto perche e venerdi)...I giovani del villaggio sono sempre li ad aspettarci quasi come se avessero da incontrare con la loro enorme fame di scoperta dei veri e propri marziani....Dopo qualche canto iniziamo un po titubanti a spiegare loro la costruzione degli scoobidoo (grazie alla perizia di Salika ovviamente...perche anche noi in realta stavamo imparando diciamo....on line)....al primo scoobidoo finito si e come rotto il ghiaccio e i ragazzi sembravano come impazziti...ognuno fremeva per realizzare il suo braccialetto e la cosa impressionante e che questa semplice cosa riempiva di emozione ragazzi dai 10 ai 18 anni...Siamo riusciti a fatica a contenere il loro entusiasmo che ha contagiato anche noi e poi...tutti in fila quasi fosse una passerella di moda a fare foto con i loro eroi...cioe noi che gli avevamo ragalato una cosa cosi bella....a volte riescono davvero a farci sentire tanto piccoli...il regalo piu grande lo stavano facendo loro a noi.Altra oretta di lavoro e poi.....tutti nel giardino esotico della missione...sotto le palme e un cielo che diventava sempre piu azzurro davanti ad una stazione della via crucis realizzata da padre francesco.....forse quando la ha pensata non immaginava che ci avremmo ballato con tanta gioia e felicita proprio li davanti...ma quella davvero e stata una stupenda preghiera sotto quel sole africano...Pomeriggio di avventura in mez alla foresta....perche il padre missionario ci voleva testare per l avventura dei prossimi giorni...esame superato con roberta e salika che hanno dovuto sudare le fatidiche sette camice per intrufolarsi senza paura tra quella fitta vegetazione...brave! Cena e nanna...siamo esausti ma pieni di gioia.
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 Atok, dal 10 al 13 agosto......Prosegue giorno dopo giorno la nostra permanenza presso la missione di Atok nel mezzo della foresta....La mattina la passiamo sempre con i ragazzini del villaggio che vengono da noi per una sorta di estate ragazzi che animiamo allegramente con canti, bans e giochi all aperto con il pallone, scalpo e tutto il repertorio della gloriosa storia dei campi in valle. Vi sono pero due grosse differenze: la prima e che bisogna dosare bene ogni singolo movimento perche nonostante la temperatura sia gradevole, vi e una tale umidita che si suda subito tantissimo; la seconda e invece una piacevole sorpresa e cioe che questi ragazzi dai 10 ai 15 anni sono molto ubbidienti e si entusiasmano tantissimo per le proposte, per lo piu improvvisate, che gli facciamo....roba da ridere al confronto delle lotte titaniche che molte volte si devono fare con i nostri animati per riuscire a organizzarli in qualche attivita ludica di gruppo....Inoltre hanno una caratteristica assolutamente sorprendente: della serie canta che ti passa questi giovanotti passano ore e ore a intonare canti e danze locali cantando a squarciagola, tra l altro con voci molte volte belle e coordinate del tipo a 4 o 5 voci...Insomma ci rendiamo conto che in questa piccola missione la materia umana e spirituale che frequenta il santuario meriterebbe la migliore delle organizzazioni oratoriali perche davvero con questi piccoli talenti nascosti si potrebbero fare cose bellissime.....e gia ci frullano per la mente una miriade di progetti futuri....Â
 Atok dal 14 al 16 agosto... Ci aspettano dei giorni molto particolari per la vita della missione di Atok, infatti sono attesi quasi 80 ragazzi e bambini che riceveranno il giorno dell assunta il battesimo e la prima comunione. Questi ragazzi arrivano da tutti i villaggi appartenenti alla parrocchia, accompagnati dai loro animatori, per vivere insieme tre giorni intensi di catechismo e preparazione con gli immancabili canti e danze della solenne celebrazione. Questi ragazzi hanno precedentemente ricevuto le basi della loro formazione proprio nei loro villaggi a cura dei catechisti ed infine, prima di arrivare ad Atok per i sospirati sacramenti, esaminati accuratamente dai seminaristi della parrocchia.....insomma un percorso impegnativo e articolato, che sicuramente visti i mezzi di cui si dispone localmente, merita tutta la nostra ammirazione. Gli incontri dei ragazzi hanno riempito totalmente le loro giornate, impegnandoli per diverse ore e cio nonostante non hanno mai mollato...che grande dimostrazione di volonta nel voler raggiungere l obiettivo di incontrare Gesu. Siamo riusciti a inseririrci in un piccolo spazio all interno dell intensa programmazione, insegnando loro qualche canto e raccontando una storia di quelle che raccontava il nostro amico don Joe ai bambini del catechismo....ovviamente il racconto dal nostro povero inglese veniva tradotto in francese...Poi liturgia penitenziale, dove tutti ma proprio tutti, compresi i genitori, si sono devotamente accostati al sacramento della riconciliazione. Finalmente arriva il gran giorno....anche se non era attaccato il gruppo elettrogeno, l elettricita si sentiva nell aria...una lunga fila di ragazzi e ragazze, tutti rigorosamente con sgargianti abiti da prima comunione, pronti per la tanto attesa cerimonia. La chiesa ci sembrava una piccola cattedrale...era stracolma di gente proveniente dai vari villaggi con tutti i loro catechisti (ogni villaggio dispone infatti di un catechista). La messa, curata in ogni minimo dettaglio, e durata la bellezza di 3 ore e mezza con tanto di processione con la Madonna di Fatima....Tutti erano molto disciplinati, partecipativi e attenti ai diversi momenti della liturgia. La gioia che ha invaso tutto l ambiente era come non mai una vera festa per l ospite d onore che ognuno di loro si apprestava a ricevere per la prima volta nel loro cuore e anche noi, abituati e celebrazioni molto piu sobrie eravamo rapiti da tanta accoglienza festosa del mistero che si faceva presente in mezzo a noi. La sera un gradevolissimo concerto realizzato per la festa dell Assunta dal giovani del coro della parrocchia.....la canzone che ci ha colpito di piu e durata circa 30 minuti coinvolgendo anche gli spettatori meno giovani che si sono scatenati in bellissime danze della tradizione locale con i loro coloratissimi ed elegantissimi abiti.Ora andiamo a preparare gli zaini perche ci attende una avventurosa settimana itinerante fra le foreste e le savane del Camerun orientale...per cui arrivederci al prossimo fine settimana.Â
 Atok, 17 agosto... partenza per l'estremo oriente... Al mattino ovviamente levataccia al crepuscolo per la santa messa di affidamento del nostro viaggio....Macchina carica e....una piccola folla di amici giovani e bambini assiepata per salutarci tra qualche celata lacrimuccia e poi via per quel nastro di strada che si estende infinito su un orizzonte ancora tutto da esplorare. Prima tappa il dispensario di Abong Mbang però non come semplici turisti....abbiamo fatto il nostro primo libretto sanitario camerunense e subito via a tutti i controlli e i prelievi per verificare lo stato della nostra salute..In fila con le mamme che portano i figli nervosamente abbiamo aspettato il nostro turno...temendo ingenuamente che chissà quali strumenti di tortura avrebbero usato per fare i prelievi...tutto sommato ce la siamo cavata e nessuno è rimasto sotto i ferri. Sani come pesci (del Sangone alle Vallere) ci siamo diretti alla prima missione attraverso una lunghissima pista sterrata...Ogni tanto qualche villaggio con leconsuete scene di vita quotidiana....madri che stendono i bianchissimi vestiti ad asciugare sull'erba, bambini che giocano con la fantasia, uomini seduti davanti alle case a fare....boh?...a guardare le macchine che passano (una ogni qualche ora)...E poi le piscine...pozze di acqua lungo la strada dove le persone si radunano per un salutare bagno mentre nel contempo si lavano pentole e vestiti...Ovviamente non si spreca niente e quindi l'acqua viene raccolta in ogni genere di contenitore per essere portata dopo anche qualche kilometro a piedi alla propria abitazione. E poi il traffico....ovviamente fatto di qualche motocicletta a due-tre-quattro-cinque posti....L'andatura del nostro trasferimento faceva invidia ai rally africani...ovviamente al nostro arrivo grandi strombettate di clacson con le persone e gli animali che si buttavano ai lati della strada sparendo nel folto della fitta vegetazione....tutto ovviamente sotto controllo di Francesco (pilota) e Jola (navigatore). Dientro cercavamo semplicemente di tenerci per non prendere delle capocciate. Finalmente arriviamo alla prima missione delle suore degli Angeli...senza velo! Però hanno pure i capelli...Scherzi a parte hanno costituito a Esseng un grande centro sanitario dove forniscono assistenza medica di pregevole livello con tanto di analisi di laboratorio. Inoltre hanno istituito anche la scuola praticamente dall'asilo a tutto il percorso della scuola dell'obbligo prevista in Camerun.Il pomeriggio subito dopo il pranzo siamo partiti in gran fretta perchè le abbondanti precipitazioni peggiravano immediatamente il fondo stradale che in poco tempo diventava una autentica saponetta.Con molta cautela quindi e tanta pazienza ci siamo ritrovati dopo qualche ora a Nguelemondouka,dalle suore di San Michele Arcangelo che con la solita consueta ospitalità ci hanno accolto e accompagnato nella nostra provvisoria dimora in mezzo ad un giardino strepitoso per la bellissima vegetazione.Â
 Nguelemendouka, 18 agosto.... Dopo una bella dormita cullata dal dolce canto dei pipistrelli giganti, messa mattutina nella grande chiesa con alcuni ospiti straordinari...delle simpatiche caprette che da come ci hanno detto tutti i giorni si radunano sul sagrato con una di loro che vigila attentamente sull'uscio della navata cantrale...chissà forse per controllare se una di loro avrebbe fatto parte dell'offertorio e ovviamente...darsela a 4 gambe! Quindi consueta visita alla vita della missione...il cui compito principale è la gestione del centro che è punto di riferimento per la formazione diocesana. Inoltre a poca distanza è stato creato per volere del vescovo ai tempi che ancora era parroco, un santuario mariano, meta di pellegrinaggi diocesani. Anche quì è presente un bel dispensario e come prima dicevamo un ricchissimo giardino costellato di meravigliose piante e fiori. Sotto la pioggia, dopo il pranzo si parte per Doume, con un tragitto necessariamente più lungo del previsto in quanto le piogge stavano rendendo sempre più impraticabili le piste sterrate della foresta. A Doume ci siamo accasati e subito fatto conoscenza con due pimpanti missionari che lentamente stanno dando forma a quella che è la curia diocesana. La sera veniamo invitati dal vescovo per una cena conviviale e di scambio impressioni sulla nostra esperienza missionaria. Il Vescovo Jan Ozga, dopo una gradevolissima cena al lume soffuso di candela con le voci della foresta che si affacciavano nella terrazza dove eravamo seduti per il pasto, era molto interessato a scrutare i nostri occhi per intuire gli stati d'animo che attraversavano i nostri cuori e avere un giudizio esterno in fin dei conti su quello che era l'operato ed il cammino del suo gregge. Forse un pò per timidezza di fronte a questa figura non siamo riusciti a trasmettere fino in fondo le nostre contrastanti sensazioni, però abbiamo accolto con grande ammirazione l'enorme lavoro umano e spirituale che questo pastore di anime con i suoi collaboratori da anni stava portando coraggiosamente avanti, trasmettendo la Parola soprattutto con la vita sua e dei missionari che collaborano nella vigna con tanta passione. Come più volte ci siamo resi conto nel nostro percorso missionario in Camerun, solitamente negli occhi di questi uomini e di queste donne si scorge quella limpidezza e quel luccichio entusiastico della vita tipico dei fanciulli, sempre pieni di vita e di stupore, sempre pronti a ricambiare uno sguardo con l'apertura di chi vuole sempre accoglierti come dono e da persone ormai mature e consapevoli di farsi a loro volta dono. La vita fiorisce nel dono di sè...e quì la vita fiorisce davvero, non solo in questa natura così esuberante ma soprattutto nell'opera quotidiana dei missionari. Oggi, ci diceva il vescovo, il problema principale e la ricostruzione della famiglia, la mattonella principale della società che in questa zona del Camerun è stata particolarmente colpita alla sue fondamenta da un progressivo disimpegno sociale ed affettivo dei singoli componenti, stimolati in questo dal luccichio occidentale che inizia a propagarsi come una gramigna attraverso quelle vuote scatole che sono i televisori che iniziano a far capolino in qualche bar nonchè dalla frequente abitudine della poligamia con le sue pesanti conseguenze sociali. Â
 Doume, 19 agosto.....Ci alziamo sotto una pioggerella primaverile e fango dappertutto...Dopo la messa nella bellissima cattedrale ci accingiamo alla visita del complesso scolastico intitolato a San Giovanni Bosco. La suora che ci accompagna dimostra grande carattere (oltre che uno spigliato italiano....finalmente!)...Improvvisamente, all'interno di una delle classi, in modo assolutamente fortunoso qualcuno scorge un cartellone con delle immagini ritaglite dai ragazzi...Enorme sorpresa! Tra quelle foto, vi erano diversi ritagli niente popò di meno della professione perpetua di Jola in Polonia con tutta la corte appresso...famiglia, parrocchiani di Nichelino (Salika si è perfettamente rionosciuta)..Insomma vai a sapere che qualcuno di noi era già conosciuto in un posto così lontano dalle nostre case...Salutati i nostri missionari e issate le vele...rotta per Dimako....Doveva essere un pasto veloce e invece....brutto incidente ad un missionario ferrarista che si cappotta con la sua vettura e con un passaggio fortuito in motocicletta arriva trafelato a chiedere soccorso alla missione dove eravamo. Subito Francesco, accertato che nessuno si era ferito gravemente, parte per prestare soccorso e ci lascia esterrefatti alla missione. Ne approfittiamo allora per visitare anche il loro dispensario e intrattenerci con le suore carmelitane tra le quali spicca una simpatica suora ruandese che parla simpaticamente italiano essendo stata per diversi mesi a Roma...Abbiamo pertanto provveduto ad intrattenerci con lei chiaccherando del più e del meno in un allegro dialetto romano...tanto per rinverdirle i bei tempi andati. Finalmente torna Francesco che mangia rapidamente per compensare il ritardo sulla tabella di marcia e rapidamente partiamo...forse troppo rapidamente perchè Jola dimentica alla missione i graditissimi regali che le consorelle hanno fanno alla congregazione...ma probabilmente è una scusa per obligarci a ripassare da queste carinissime suore carmelitane che affascinano tutti con il loro meraviglioso sorriso che risalta in un viso circondato dal castigatissimo abito tipico di questo ordine religioso. Usciti dalle piste sterrate della foresta, prima di entrare nella grande città di Bertoua è doveroso un passaggio all'autolavaggio...ecologico...In un'ansa del fiume che lambisce la strada fermiamo il nostro mezzo e immediatamente due uomini in vesti adamitiche con il loro fisico che fa impallidire i bronzi di Riace, provvedono a pulire meticolosamente a secchiate ogni parte della carrozzeria...mancava solo più il brillantante...Ma perchè tanta premura per pulire la macchina? Sembra strano ma quì in mezzo alla miseria se viaggi con la macchina sporca ti fanno pure la multa! Quindi toccata e fuga per le provviste al mercato della grande città vescovile Bertoua, dove Francesco ad ogni tappa dei suoi mercanteggiamenti ci chiude segregati nella macchina nel timore che qualcuno possa allegramente prendersi un souvenir dalle nostre valigie...Finalmente si riparte e man mano che la prua si orienta verso nord il paesaggio circostante lentamente muta e le foreste cedono il passo ad arbusti sempre più bassi....stiamo entrando nella savana. E' incredibile ma dopo settimane passate nella foresta avevamo bisogno di vedere un orizzonte più lontano che qualche migliaia di metri....infatti l'orizzonte lungo il percorso iniziava ad allungarsi a perdita d'occhio e i nostri sguardi spaziavano in un cielo limpidissimo puntellato di immensi ammassi nuvolosi...Però a pensarci bene di fronte a quel quadro così pittoresco nei nostri cuori veleggiava una vaga nostalgia...di casa? Non prioprio...ma della nostra cara missione di Atok che davvero era diventata la nostra seconda patria. Però consapevoli di ritornarci prima del saluto finale, abbiamo razionalizzato che comunque ci aspettavano dei giorni ulteriori di scoperta di un mondo ancora diverso e di persone sicuramente altrettanto belle e profonde....si come Padre Stanislao...! Ma questa è la puntata del giorno successivo...e mica si può sapere tutto subio no? Comunque all'arrivo solita strepitosa accoglienza...questa volta della natura...un meraviglioso arcobaleno che ....come si sà ai suoi piedi vi è sempre una pentola d'oro...ed era proprio vero...un suo arco nasceva dalla chiesa di Betare-Oya...dove il giorno dopo scopriamo che proprio vicino al tabernacolo è disegnato un arcobaleno...E' proprio vero...Gesù il tesoro della nostra vita ci aveva voluto dare il suo personale benvenuto. Â
Betare-Oya, 20 agosto.....La nostra permanenza alla missione ha una carattristica particolare: per la prima volta il gruppo viene suddiviso in due case...Le donzelle dalle suore di San Michele e i maschietti da Stanislao...cioè la risposta dell'uomo ad ogni perchè...Andrea si sveglia di buon mattino con la specialità della casa...cipolle ed aglio finemente tritate dalle manine di questo gran missionario che veramente da più di trent'anni ha offerto la sua vita in questa terra di missione...Grande figura spirituale...e grande "cuoco"... E fu così che i nostri ometti (Francesco e Andrea) con un alito che ammaza le zanzare si apprestano a condividere con noi la prima giornata di vera avventura tra le cascate che, anche se fuori da qualsiasi meta turistica, furono il teatro delle riprese di Tarzan. Il viaggio inizia su una strada asfaltata....continua per una mulattiera...che si trasforma in un sentiero e poi....il nulla...a pochi metri da noi il fuoristrada che ci precede malapena si vede fra il fitto fogliame finchè un albero caduto ci impedisce di proseguire. Niente paura...un piccolo esercito di 4 guide con il fedele macete provvedono a liberare il passaggio e così arriviamo alla meta...un comodo parcheggio in mezzo al nulla o meglio..in mezzo ad un oceano verde..Ma sì in fondo il sentiero è più largo dell'altra volta in foresta...qual'è il problema? Eccolo il problema...dopo pochi passi ci ritroviamo con scarpe, calze, pantaloni e tanta voglia....(di scappare) immersi fino alle ginocchia in un imprevedibile guado che simpaticamente ci fanno attraversare...
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Sollevati da tanta freschezza continuiamo il nostro cammino nella fitta vegetazione risalendo il fiume fino alle agognate cascate... Lo spettacolo davanti ai nostri occhi è strabiliante...una enorme massa d'acqua che con il suo fragore rompe il silenzio di questi posti alzando al cielo nuvole di goccioline d'acqua che si nebulizzano all'istante. Su una enorme roccia iniziamo ad asciugarci e qualcuno...inizia con dei bastoni a misurare la profondità delle acque...E' incredibile ma si stavano preparando ad un bel bagnetto in quelle acque tumultuose...Con gran diffidenza e stupore li abbiamo uno a uno visti immergersi sotto gli enormi spruzzi della cascata, quasi da incoscienti perchè sembrava che la corrente da un momento all'altro potesse trascinarli via...Invece con molta scioltezza si stavano godendo quel massaggio naturale e a poco a poco le nostre menti iniziarono ad elaborare qualcosa di strano...provarci anche noi...Dunque...la Jola è fuori gioco...ha dimenticato il costume della congregazione in Polonia....Roberta si è addormentata al sole....ne rimangono due...uno dopo l'altro si immergono tra quelle acque selvagge (Andrea in mutande e Saika completamente vestita...senza stivali ovviamente). Salutiamo le cascate in fuga dal solito temporale incombente e ci dirigiamo alle miniere d'oro...una enorme cava a cielo aperto dove una compagnia coreana con manod'opera locale setaccia il suolo alla ricerca del metallo prezioso e sotto gli occhi di un simpatico omino dagli occhi a mandorla che seduto sulla riva del canale di scolo....aspetta...aspetta...e aspetta...come un cinese sulla riva del fiume! Solita e immancabile fuga verso la macchina dall'ormai consueta masa d'acqua che cerca ripetutamente di gavettonarci e rientro in missione davvero stanchi...La sera ci aspetta un autentico e imprevedibile magnifico scambio conviviale tra le suore e....della serie un uomo un perchè...il nostro Stanislao con le sue teorie evoluzionistiche...Dunque...tanto per cominciare avete presente l'aspetto che si trova sui libri di scienze di Darwin con il suo barbone? Ecco Stanislao è proprio così..
 Però quale profondità dietro quell'apparente ruvidità esteriore, sia nell'aspetto che nei modi di fare. Anche se ,definendo noi bianchi con un epiteto tipicamente polacco non proprio di cortesia, parrebbe in prima battuta un uomo che ha abdicato dalla sua cultura perdendo il lume della ragione, in realtà abbiamo potuto constatare con i nostri occhi come con la sua anima sia sceso nel cuore e nella vita di queste genti per portare laggiù in fondo, anche nei posti più scabrosi, quel Gesù che amava cercare prostitute e peccatori per ricondurli all'amore del Padre. Questo padre missionario ci sentiamo di dire che davvero è entrato nel cuore dell'Africa, ha sentito il suo battito, lo ha ascoltato e tutti i giorni parla la sua stessa lingua insegnandogli la strada che porta Dio. Ovviamente questo suo carisma, prezioso come l'oro, andava pazientemente setacciato, proprio come fanno i cercatori d'oro, per andare oltre alla superficiale apparenza e coglierne tutto il profondo valore. Bisogna anche dire però che i suoi atteggiamenti erano particolarmente brillanti ed eclettici...con le sue teorie sull'evoluzione (ne resterà soltanto una...di razza...ovviamente non la donna) e specialmente sulla presenza del maligno sulla terra...ma per questo bisognerebbe aprire un apposito link a parte. Tuttavia resta il fatto che, pur parlando una diversa lingua e provenendo da una diversa cultura, questo uomo ci ha mostrato come quando si da il cuore sia lo spirito a parlare per noi e dal calore delle genti che lo incontravano, questa simbiosi del tutto speciale era davvero evidente.Â
 Betare-Oya, 21 agosto....Ci dirigiamo con Francesco e Stanislao verso il punto più estremo di tutto il nostro itinerario, cioè i villaggi vicino alla frontiera della Repubblica Centrafricana dove il nostro eroe Stanislao ebbe modo di piantare solidamente una missione con una bella cappella per il culto mariano (cappella ovviamente bunkerizzata in pieno stile Stanislaiano...ma cascano le bombe qui?) ...I nostri incontri iniziano con una famiglia di pastori nomadi intenti a vaccinare il bestiame e la tribù degli Mbororo, per la maggior parte musulmani che subito si distinguono per il loro aspetto molto diverso dalle fisionomie fin quì incontrate, con i loro lineamenti più sottili, specialmente quello delle donne, avvolte in abiti coloratissimi e con i volti pitturati da segni di chissà quale significato. In questa terra abbiamo quindi conosciuto un ulteriore volto del Camerun e dell'Africa più in generale, a partire dalle abitazioni, dal modo di vivere e di vestire...e probabilmente anche di mangiare visto che gentilmente Stanislao si è preoccupato di farci assaggiare dei croccantissimi vermi essicati che si gustano come le patatine...Meno male che era venerdì e con la scusa dell'astinenza dalla carne abbiamo gentilmente declinato l'invito! Dopo tutte queste emozioni ci prepariamo per il lungo rientro che ci aspetta nella giornata successiva.Â
 Betare-Oya 22 agosto....Un grande saluto a tutti e partenza per gli ultimi giorni ad Atok dopo un viaggio estenuante e la consapevolezza che il nostro viaggio vede ormai il sole calare lentamente all'orizzonte e pur se nella gioia di riabbracciare i nostri amici alla missione, un velo di maliconia inizia a fare capolino nei nostri animi...Quasi come una brutta nuvola in questo cielo limpido arriva la notizia dell'aggravamento di don Joshua. I nostri pensieri sono riportati immediatamente ad una triste realtà : la presenza della sofferenza e della morte che sempre ci cammina al fianco e qualche volta tocca noi o i nostri affetti più cari...Allora nel cuore, alla poesia di questi giorni si sostituisce la cruda verità della fragilità della nostra vita e alzando gli occhi al cielo ci si pongono tanti perchè che possono trovare unica risposta nel mistero dell'amore di Dio e nel cammino che ciascuno di noi ha saputo fare sulla strada della propria vita. Le reazioni nostre sono quindi contrastanti, in base ovviamente al nostro percorso esistenziale...ma tutti egualmente ci troviamo d'accordo sul riunirci in preghiera con Francesco di fronte all'immagine di Gesù Misericordioso, chiedendo a Lui le grazie necessarie al nostro amico malato e le grazie necessarie a noi per capire...e crescere. Â
 Atok, 23 agosto........ Sappiamo di accingerci a vivere l'ultima magnifica e festosa celebrazione eucaristica africana e con il cuore già pieno di malinconia ci rechiamo puntualissimi per vivere insieme al villaggio questa festa della vita. La messa vola via nelle due consuete ore attraverso le quali, durante i canti, le preghiere, le danze e i segni del celebrante, ripercorriamo mentalmente tutti i colori, i volti e i profumi che hanno attraversato la nostra anima in questo nostro pellegrinaggio nelle foreste africane. Alla fine della celebrazione poi un canto finale in lingua Baka che a noi piaceva tanto, è stato il dono più bello che ci hanno fatto per salutarci davanti a Gesù...le lacrime a stento si trattenevano sui nostri occhi sempre più lucidi. All'uscita poi un oceano di mani di bambini che cercavano le nostre e i ragazzi che, pagando di tasca loro un fotografo locale, cercavano di portarsi a casa una foto fatta insieme a noi. Essere amati significa sentirsi davvero speciali di fronte all'amato e davvero Dio con una tenerissima carezza, attraverso questi semplici e spontanei gesti ci ha lasciato impressa nel cuore di ognuno di noi questa stupenda cartolina missionaria.Il pomeriggio infine è stato un autentico tripudio di gioia fra i bambini di Atok beach...il fiume dove per la seconda volta abbiamo inutilmente provato a condurre il natante fra giunchi e fiori selvaggi fra la consueta scorta di piroghe e risate di chi ci guardava divertito. Â
 Atok, 24 agosto..... La giornata, anche se cercavamo di dissimulare il magone da ultimo giorno, si avvia come di consueto con la santa messa (al mattino alle 6.30 con adulti, giovani e bambini !) una robusta colazione e il nostro incontro di gruppo alle lodi mattutine. Questa volta però, davanti a Gesù abbiamo sentito il bisogno di scoprirci un pò più del solito, per non lasciare proprio nulla in sospeso con i nostri compagni di viaggio, e rendere così il ricordo di questo meraviglioso viaggio davvero bello e autentico. Subito dopo, con il cuore molto più leggero, in compagnia dei seminaristi e degli animatori abbiamo fatto visita al villaggio di Atok (meglio tardi che mai si dice.!).. alla scoperta del comune, delle scuole e di un imprevedibile incontro con il capo villaggio che per l'ocasione è andato ad indossare la sua alta uniforme e a sedersi sul trono che gli antenati della sua dinastia gli avevano tramandato.Pomeriggio di preparazione bagagli, scambio di indirizzi e una meravigliosa ultima serata di danze, canti e scherzi in un'atmosfera assolutamente spontanea e frizzante in quella che è stata per noi l'ultima spettacolare notte africana.Â



